I sintomi sono ormai conclamati da tempo: nell’elenco dei nemici da neutralizzare (per quanto in maniera subdola e sottile), ci sono gli intellettuali ed il loro mondo. Questa maggioranza sia dal suo lato più iper berlusconiano che da quello Leghista stanno cercando di ridisegnare la mappa valoriale e culturale della nostra nazione secondo le proprie esigenze.
La politica della cultura, per una certa destra, è o conservazione superficiale o intrattenimento evasivo: o ripetitive riedizioni di mostre su Caravaggio-Baschenis oppure Zelig. In pratica impedire di pensare al presente.
Qui, a Bergamo, accade che lo stimatissimo Bergamo Film Meeeting si sia visto dimezzare i fondi dal comune, dopo che la regione già aveva provveduto a drastici tagli negli anni passati. Dimezzare i fondi quando le spese sono già state fatte sulla base di altre prospettive è un modo come un altro per far chiudere il festival. Non raccontiamocela. Poi probabilmente si può anche imputare qualche responsabilità gestionale al nostro Signorelli, ma quello che avverto è che si sia messo in moto un processo di strisciante e subdola eliminazione di ogni POSSIBILE forma di disturbo all’azione politica. Gli intellettuali in quanto tali (vedi parole di brunetta ecc…) sono ritenuti avversi al sistema, e così ogni loro forma di nutrimento e di ritrovo, la quale va indebolita con progressiva gradualità fino a farla scomparire, ma senza botti, altrimenti la gente può spaventarsi e capire che c’è qualcosa che non va.
Più nel piccolo e nel locale noto invece che l’amministrazione Tentorio è sempre di più l’amministrazione di una sola parte. Non ritenere il BFM un patrimonio di tutta la città significa voler deliberatamente deprimerne e “dolcemente” schiacciare una parte a favore di un’altra, più favorevole e più controllabile. Io penso che ci sia dietro una strategia abbastanza trasparente.
Attendiamo i prossimi passi… come se ce ne fosse bisogno.
Per meglio capire quanto sta accadendo consiglio la lettura di questo articolo di Ilvo Diamanti
Ciao Davidao, come puoi constatare di tanto in tanto di visito perchè sono alla ricerca di cose intelligenti e in questo caso la questione degli intellettuali e chi li vuole neutralizzare, mi intriga, nel senso dell’uso dell’onestà intellettuale. Ti dirò che ho letto e riletto l’articolo di Ilvo Diamanti e unitamente al tuo commento non mi hanno convinto l’analisi perchè manca il soggetto principale? Una domanda si impone subito: Chi sono gli intellettuali e chi sono i suoi nemici? Ma prima di darti una mia confutabilissima versione(che sento già troppo corposa, ma la posta è ricca di spunti) lasciami depositare questa considerazione sugli intellettuali damblé? Gli intellettuali sono colpevoli di quasi tutte le miserie, perchè combattono troppo poco per l’onestà intellettuale. Loro hanno una responsabilità tutta speciale. Hanno avuto il previlegio di avere studiato.Tuttavia spesso la “vox populi” è più illuninata dei saccenti che hanno studiato. Per questo sono debitori al suo prossimo o alla società di esporre i risultati del proprio studio nella forma più onesta e imparziale a beneficio della politica soprattutto. Spesso peccano (vedi barbapapà Sscalfari creatore dell’Universo) perchè si atteggiano, nei confronti del loro prosimo, come grandi profeti, depositari dell’etica, della bella politica, dell’onestà (bella e onesta per chi?) con filosofie paternalistiche cerchiobottistiche per non dire oracolanti. La strategia di questi pseudo intellettuali è quello di sperare nell’incapacità di esprimersi semplicemente e chiaramente delle persone semplici che devono continuare (secondo la Confraternita di squadra e compasso con grembiulino al seguito)a tacere e continuare a lavorarare sino a che non sono capaci di dirlo, con forza, chiaramente. Tra gli intellettuali è ampiamente diffuso il desiderio di imporsi agli altri e, come dice Schopenhauer, non di istruirli ma di ingannarli. Si presentano come guide, profeti, – per annunciatori degli oscuri misteri della vita, dell’universo e degli uomini, della storia, della passione politica, dell’esistenza eccetera. Ma questa è la banalissima storia umana. Come spesso accade, la domanda continua genera purtroppo un’offerta. Si sono cercate guide e profeti. Dunque nesuna meraviglia che si siano trovati pseudo guide, profeti e surrogati della politica. Dici davidao:”La politica della cultura, per una certa destra, è o conservazione superficiale o intrattenimento evasivo: o ripetitive riedizioni di mostre su Caravaggio (e hai detto niente?, ma acnhe quelle di Mirò e Pigasso aggiungo io ascolta la destra di Como) Baschenis oppure zelig. In pratica impedire di pensare”. Fai secondo me l’errore di imputare ad una certa destra questo subdolo tentativo di azzerare l’intellettualità. Non è così è appunto la cultura oracolante di Marx (pseudo intellettuale) il quale aveva previsto come movimento intellettuale collettivista e anche tribale, affinchè il mondo dei lavoratori per educarsi al loro grande compito, per emanciparsi, per elevare lo standard dei loro interessi e dei loro contemplativi platonici interessi dovessero sostituire l’alpinismo all’alcol, la musica classica allo swing, i libri seri ai racconti polizieschi eccetera eccetera. In quanto all’articolo di Ilvo Diamanti, se non fosse che scrive sul 10 domande dell’editore svizzero lo trovo comunque interessante, ma anche lui pecca di pseudo superiorità secondo la quale dovrebbe venir solamente da una parte politica sinistroide. Falso naturalmente. Le sue due righe finali lo confermano.:”L’opposizione dovrebbe certamente avvicinarsi di più al mondo dei lavori. E magari risfiutare, senza rassegnarsi, questa ideologia. Che considera la cultura inutile. E l’intellettuale una figura improduttiva. più che una categoria: un insulto. Sapevo di essere troppo prolisso e mi scuso e mi riservo di concludere con un post successivo per porvi la madre di tutte le domande: C’è una lista di intellettuali da seguire? C’è una politica intellettuale da votare che non sia di destra? Chi sono i veri conservatori oggi nella politica? Chi vuole riformare il “baraccone” Italia per ammodernarlo, oppure chi a tutto questo si oppone aspergendo una quantità abnorme di mistificazione? Beati Voi di sinistra che siete intellettuali al caviale ….naturalmente!!!! Cioè ai concerti di Piazza S.Giovanni, della Performans di tsta di Crozza, delle vignette pugnette di Sauro, di annozero dei soliti giacobini giustizialisti e forcaioli, questi si che sono intellettuali CIA permettendo!
Dove ero rimasto? A si gli intellettuali! Ma cribbio ragazzi! E’ succeso qualcosa è? E’ crollato il muro di Berlino si è polverizzato il più schifoso potente regime dittatoriale sovietico che aveva degradato tutto quello che un essere umano può produrre sotto forma di cultura, ma che questa possibilità gli è stata negata da sudicissimi comunisti….cari Signori! Con la frantumazione di tutto ciò di quanto su-esposto è semplicemente scomparso il collettivismo ed è emerso molto di più l’individualismo che non è inferiore al collettivismo di maniera o del politicamente corretto non condiviso dalla maggioranza degli italiani. Possiamo dunque confutarci? Io credo che la cultura intellettuale dell’individualismo, si coniuga molto bene con l’altruismo e via via è diventato la base della cultura prevalente che trae linfa dalla cultura del Cristianesimo (“Ama il prossimo tuo” dice la scrittura, non ama la tua tribù politica purchessia) e tutto ciò si avvicina molto a tutte le culture etiche-intellettuali ed è un nucleo ideale vivissimo. Questa idealità, per esempio, è anche la filosofia intellettuale di Kant (“Devi sempre riconoscere che gli individui umani sono fini e che non devi mai strumentalizzarli come meri mezzi ai tuoi fini”). Non c’è alcun altro pensiero intellettuale che abbia avuto tanta influenza nello sviluppo intellettuale dell’uomo. Approfitto di questo spazio per cambiare pagina e Vi propongo, senza pretese intellettuali, un elemento per accrescere la possibilità intellettuale su un avvenimento che intellettuali di sinistra non dovrebbero lasciare cadere nel silenzio e peggio nell’oblio. Il 19 gennaio non è solamente la morte dell’esule e sottolineo esule Crax ! Cantava Francesco Guccini :” quando ciascuno ebbe tinta la mano/ quando quel fumo si sparse lontano/ Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava/ all’orizzonte del cielo di Praga”. Ecco Jan Palach giovane e brillantissimo studente universitario, il 19 gennaio 1969 si gettava addosso una tanica di benzina e si dava fuoco davanti ai democratici e resistenti carrarmati sovietici! Si becera per una via da dedicare a Crax, ma si permette di campeggiare( a Giulianova Teramo) in bella vista una via intitolata al macellaio di partigiani condannato all’ergastolo, scappato a Praga….certo Francesco Moraninino! Dici che gli intellettuali sinistri italiani, protettori del proletaratoi che viaggia in Ferrari come Grillo, si ricorderanno caro Davidao’s???? A risentirci. Spero nella tua onestà intellettuale, Si ha bisogno di ammore, basta òdio. Kalimera.
Ciao Marcello,
allora, distinguiamo le cose, i riferimenti di cui sopra sono a carattere soprattutto locale, e sono sicuro che se tu un giorno dovessi venire al BFM saresti contento e ti divertiresti.
Una volta non mi ricordo chi, ma trattavasi di TG2 disse che per la sinistra, il fatto di avere sempre avuto, dal dopoguerra, la cultura dalla sua parte , non è stato sempre un bene. Se la sinistra è tanto onanista, skizzata e autolesionista un motivo c’è. E questo è uno. Il fatto che stia nascendo una classe intellettuale seria anche a destra, penso a “Fare Futuro” di Fini consentirà anche alla sinustra di darsi una svegliata pragmatica, ma consentirà a tutti di non relegare il pensiero “alto” solo da una parte dell’emiciclo politico. Sarebbe assurdo.
Al di là di tutto, quello che io spero è che dopo questa stagione berlusco-leghista, che prima o poi finirà, possa riemergere un conflitto più decente, fondato su contenuti e prospettive differenti ma che in alcuni casi siano anche capaci di unirsi.
Perchè questo sia possibile, perchè il pensiero ogni tanto sia libero di volare “alto” c’è bisogno di ricerca intellettuale, di arte, di cultura. Ovunque.
Pace e bene a te Davidao (niente paura, non sono un monaco) Che dirti! Di primo acchito condivido tutto nel tuo approfondimento sugli intellettuali e dintorni. Vagando come un’anima desolata per la blogsfera – o blogosfera – in quanto a ricerca intellettuale, arte e cultura, il campo è semiarido. Invece trovo ricchissima (nel comasco) l’iniziativa critica con incontri fisici dove i convenuti pongono direttamente i propri interventi i non saranno la vox Dei, ma nemmeno da disprezzare…anzi. Mi sono informato sui palinsesti in discussione ed emerge che nientepopodimenochè trattano, in chiave critica le Encicliche partendo dalla: ” Rerum Novarum”, passando per la Centesimus Annus”, per approdare poi nella “Caritas in Veritate”. Trasciando un momento il fatto che siano state scritte da Papi, trovatemi se c’è qualcosa di più intellettuale, di più alto di questo pensiero circa: “L’indivuazione delle debolezze sia delle economie sociali, sia delle politiche per i più poveri e sia delle economie di mercato. L’alleggerimento o la totale cancellazione del debito dei paesi poveri. L’accettazione e L’accoglienza dei nostri simili (così si esprimono – nostri simili – senza distinzione di razza, religione, cultura ). Disarmare il mondo e le risorse destinarle per ospedali, acqua, cibo, sanità ecc.. Semplificare gli stili di vita ed eleminare lo spreco nelle nazioni straricche. Sviluppare politiche pubbliche per il pieno impiego e la sicurezza del lavoro. Creare le Istituzioni internazionali per il controllo della droga, delle armi e del malaffare. Dare dignità e protezione ad ogni essere umano costretto alla prostituzione sbattuta in strada e depredata di ogni parvenza di dignità. Sacrificare alle nazioni ricche reddito e potere. etccetera etccetera. Cosa importa chi lo ha dette queste strade da percorrere e dove si dicono? Importa invece che se ne appropri il mondo laico (politico e le persone scelte per rappresentare questi valori nelle sedi opportune.)non laicista e poco importa se si discute in una sala dell’oratorio o di una sontuosa platea in un paesino della Bergamasca o in quello del comasco brianzolo o lariano. Certo in questo contesto se si vuole una comunicazione on-lain occorre semplificare l’uso ai potenziali blogger che sono tantissimi. Tuttavia per ora preferiscono l’intervento diretto, si infervono quando gli si passa un microfono . Certamente ,a proposito di “onanismo”, talvolta la fanno (anzi la dicono, la dico) al di fuori dal coito. Tuttavia la “masturbazione compulsiva” di quel momento col microfono in mano non ha eguali. C’è molta buona fede e sincerità nella vox populi. Molto più onesta di quella di Fini che attinge spesso allo sloganario perbenino della vecchia politica. Altro che farsi futuro! Fino a poco tempo fa “gianfranGo2 – come dice la Russa, faceva il saluto fascista e diceva che non avrebbe mai fatto insegnare suo figlio a scuola da un “frocio”. Certo, caro Davidao l’asse bossi-berlusconi prima o poi finirà, ma per la via politica e non quella giudiziaria. Altrimenti ci porteremo a traino i rimpianti e le rivendicazione per decenni. Vedi Crax. Che dirti ancora Davidao! Il nostro comune amico Voltaire poneva alcune domande: ” Chi siamo? da dove veniamo? Che facciamo? Che diverremo? Sono domande che si dovrebbero porre a tutte le creature dell’universo, a cui però, al momento nessuno sembra in grado di rispondere. Se non vogliamo morire Berluscones avanti le alternative…che non appaiono all’orizzonte, almenochè non viene in soccorso il rito ambrosiano prima delle riforme. A risentirci e avanti tutta con iniziative locali, da qualche parte bisognerà pur cominciare. Io come ti ricorderai sulla vicenda Crocifisso sono un cristiano perchè apprezzo soprattutto l’umanesimo. Ad Assisi sono andato con criptocomunisti e l’ho visti con le lacrime agli occhi di fronte a quello spettacolo di arte sacra riconciliatore tra persone anche di fede politica diversa. E lo sapevo con l’andar degli anni non riesco più ad essere sintetico. Ma valuta serenamente e ci ri-sentiremo. Carne cogente ce ne sta tanta. a ri-sentirci. Però quell’”onanista” con tutte le accezioni che si trascina con se!!!!!