Lo è da un punto di vista economico-sociologico-filosofico generale. Il fatto che Google se ne vada perchè la Cina è un paese che censura il reperimento di informazioni on-line è vero, ma attenzione a come viene messa la cosa. Google se ne va perchè la Cina non rende (600milioni di dollari l’anno e 35% quota di mercato), o meglio, non rende abbastanza.
Google, quando è nato, ha rotto uno schema (quello ancora adottato da yahoo) per cui la visibilità non è data a chi paga di più e basta, ma a chi reca con se il maggior numero di informazioni pertinenti al tema ricercato e alla quantità di click che riceve. Google è una macchina da soldi inimmaginabile, ma per prolificare ha bisogno di trasparenza. Laddove non c’è rasparenza Google non guadagna. In teoria questo dovrebbe essere uno dei pilastri del libero mercato, però… lasciamo stare.
Google ha trasformato, almeno finora, un principio filosofico in crudo pragmatismo industriale. Certo, la Cina è talmente grande che per un po’ potrà bastare a sè stessa (vogliono stabilizzare la produzione e concentrarsi sul mercato interno oltre che sulle esportazioni), ma comincia a rischiare qualcosa. Un mercato che premia la trasparenza è sempre stato un sogno.
God Bless America!
Poi intendiamoci, per i Cinesi mi dispiace…